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di OneCool il 11 gennaio 2014

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Si chiude la partita con le penalizzazioni sulla pensione anticipata. L’articolo 1, comma 194 della legge 232/2016 cancella definitivamente il sistema di decurtazioni sulla pensione anticipata per chi non ha raggiunto il 62° anno di età. Lo precisa l’Inps nelle schede pubblicate ieri sulle novità in arrivo nel 2017. Per comprendere di cosa si sta parlando bisogna fare un passo indietro. Per scoraggiare l’accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che non avevano compiuto il 62° anno di età, la Riforma Fornero del 2011 aveva, infatti, introdotto un sistema di disincentivi che colpivano l’importo della rendita previdenziale.
La penalizzazione consisteva nel taglio dell’1-2% delle quote retributive della pensione per ciascun anno di anticipo rispetto al 62° anno di età per i lavoratori che ricadevano nel sistema misto (cioè erano in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995) e che raggiungevano il requisito contributivo necessario per il pensionamento anticipato (42 anni e 10 mesi gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne) a seguito della Riforma Fornero, cioè dopo la metà del 2013. Dopo una serie di interventi normativi avvenuti tra il 2013 ed il 2015 la legge 232/2016 cancella la penalizzazione anche nei confronti di coloro che maturano il requisito contributivo per la pensione anticipata dopo il 31.12.2017 gli unici che, a legislazione previgente, avrebbero subito la suddetta riduzione.

comma 194 della legge 232/2016 cancella definitivamente il sistema di decurtazioni sulla pensione anticipata per chi non ha raggiunto il 62° anno di età. Lo precisa l’Inps nelle schede pubblicate ieri sulle novità in arrivo nel 2017. Per comprendere di cosa si sta parlando bisogna fare un passo indietro. Per scoraggiare l’accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che non avevano compiuto il 62° anno di età, la Riforma Fornero del 2011 aveva, infatti, introdotto un sistema di disincentivi che colpivano l’importo della rendita previdenziale.
La penalizzazione consisteva nel taglio dell’1-2% delle quote retributive della pensione per ciascun anno di anticipo rispetto al 62° anno di età per i lavoratori che ricadevano nel sistema misto (cioè erano in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995) e che raggiungevano il requisito contributivo necessario per il pensionamento anticipato (42 anni e 10 mesi gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne) a seguito della Riforma Fornero, cioè dopo la metà del 2013. Dopo una serie di interventi normativi avvenuti tra il 2013 ed il 2015 la legge 232/2016 cancella la penalizzazione anche nei confronti di coloro che maturano il requisito contributivo per la pensione anticipata dopo il 31.12.2017 gli unici che, a legislazione previgente, avrebbero subito la suddetta riduzione.

comma 194 della legge 232/2016 cancella definitivamente il sistema di decurtazioni sulla pensione anticipata per chi non ha raggiunto il 62° anno di età. Lo precisa l’Inps nelle schede pubblicate ieri sulle novità in arrivo nel 2017. Per comprendere di cosa si sta parlando bisogna fare un passo indietro. Per scoraggiare l’accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che non avevano compiuto il 62° anno di età, la Riforma Fornero del 2011 aveva, infatti, introdotto un sistema di disincentivi che colpivano l’importo della rendita previdenziale.
La penalizzazione consisteva nel taglio dell’1-2% delle quote retributive della pensione per ciascun anno di anticipo rispetto al 62° anno di età per i lavoratori che ricadevano nel sistema misto (cioè erano in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995) e che raggiungevano il requisito contributivo necessario per il pensionamento anticipato (42 anni e 10 mesi gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne) a seguito della Riforma Fornero, cioè dopo la metà del 2013. Dopo una serie di interventi normativi avvenuti tra il 2013 ed il 2015 la legge 232/2016 cancella la penalizzazione anche nei confronti di coloro che maturano il requisito contributivo per la pensione anticipata dopo il 31.12.2017 gli unici che, a legislazione previgente, avrebbero subito la suddetta riduzione.

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